Consulenza finanziaria: analisi e importanza dei canali messi a disposizione dagli istituti bancari. |
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Le funzioni di deposito e prestito hanno origini antichissime: la storia ci racconta che già nella civiltà sumera erano i sacerdoti a custodire i beni della popolazione nei loro templi, mentre la prima banca “moderna”, fu fondata nel 1406 a Genova: il Banco San Giorgio, il primo istituto di credito che si è occupato della gestione del debito pubblico. La Banca è un’istituzione da sempre in continua evoluzione, che ha incentivato la nascita di innumerevoli figure professionali che ne hanno mutato radicalmente la struttura e ampliato le funzioni e competenze nel corso della storia. E’ a proposito di queste nuove figure professionali di cui voglio parlare questo mese, in particolare del promotore finanziario. Presente già da un decennio negli Stati Uniti, la figura del promotore finanziario giunge in Italia alla fine degli anni 60. In quegli anni si era ancora ben lontani dal redigere una disciplina che regolasse tale figura e ancora oggi la legislatura di riferimento è complessa e in continua evoluzione, data la recente istituzione di questa professione. La categoria è regolamentata e sanzionata dal Testo Unico della Finanza (TUF), dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) , dalla MiFID (Markets in Financial Instruments Directive, è il nome con cui è nota la direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo che si inquadra nel più ampio Piano di Azione per i Servizi Finanziari – FSAP) e dall’Albo dei Promotori finanziari. Oggi, per essere Promotore finanziario, è necessario essere iscritti all’Albo di riferimento, avere i requisiti di onorabilità e professionalità e sostenere un esame di idoneità. In Italia, ai sensi dell’art. 31 del TUF (Testo Unico della Finanza), viene indicato come promotore finanziario “ La persona fisica che, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita professionalmente l’offerta fuori sede di strumenti finanziari e di servizi di investimento”. Il presidio del territorio, attraverso gli sportelli e i Promotori Finanziari, costituisce oggi un valore importante per le banche. Entrambi i canali costituiscono la principale fonte di raccolta di denaro per gli istituti bancari, dove per raccolta intendo i flussi di denaro che promotori e sportelli fanno affluire nei rispettivi istituti. Il 30 settembre 2010, nell’inserto "Plus24" de "Il Sole 24 Ore", troviamo un dato che forse in molti non si aspetterebbero: i Promotori finanziari, da inizio anno, hanno raccolto 11.043,8 milioni di euro, per contro gli sportelli hanno raccolto -6.483,8 milioni di euro. Il meno davanti alla cifra è un dato che fa riflettere, soprattutto scoprendo che il numero di sportelli in Italia sono 33.922 unità (fonte www.bancaditalia.it) mentre i Promotori finanziari sono 23.253 mila (fonte "Plus24" de "Il Sole 24 Ore" del 30 settembre 2010). Scendendo nel dettaglio di queste cifre e facendo pochi semplici calcoli, si scopre che un singolo promotore finanziario ad oggi ha raccolto circa 475 mila euro, mentre un singolo sportello, al cui interno lavorano decine di persone, ad oggi ha raccolto circa -191 mila euro. La tendenza degli italiani all'abbandono dello sportello è molto evidente e marcata, e le motivazioni che incidono su questi numeri sono tante. Stiamo assistendo al superamento della fase generazionale in cui un’azienda di credito viene percepita quasi esclusivamente come rete di sportelli e a una sempre maggiore preferenza di servizi di assistenza e orientamento personalizzati da parte della clientela, che predilige un rapporto più assiduo che accresca il livello e la frequenza di informazioni, per poter operare scelte finanziarie più oculate. Commenta questo articolo tramite la nostra Fan page su Facebook: leggi tutto... http://www.altraeta.it/rubrica_single.php?id=265 Articoli più recenti:
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