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La tecnologia viaggia su onde...radio

Poco invasiva, non richiede particolare attenzione e concentrazione e permette di fare altre attività mentre la si ascolta, eppure sembrava che il suo tempo fosse finito e che la tecnologia avesse creato nuovi strumenti e sistemi più avanzati in grado di superarla, la televisione in un primo momento, poi Internet. Così non è stato e la radio, dopo anni di crisi, ha saputo investire e sfruttare quelle stesse tecnologie che sembravano averla surclassata per ritrovare nuovi ascoltatori e aumentare l’audience.

 

L’ultimo rapporto Censis-Ucsi evidenzia che nel 98,2% delle case italiane è presente almeno un apparecchio radiofonico e un italiano su tre ascolta la radio ogni giorno, a differenza della televisione che negli ultimi dieci anni ha ridotto il numero dei suoi utenti. Uno strumento di comunicazione, informazione e intrattenimento secondo solo a Internet per indice di gradimento. Grande merito è da attribuire all’evoluzione tecnologica che nel 1995 con l’entrata in funzione del Digital Audio Broadcasting ha permesso l’eliminazione di fruscii e disturbi, migliorando notevolmente la qualità dell’audio e ha trasformato i programmi in pacchetti duplicabili come file e quindi utilizzabili e ascoltabili sul web. A tal proposito il mediologo Peppino Ortoleva ha dichiarato a La Repubblica « Tra radio e internet più che alleanza c’è coesistenza pacifica, un patto di non aggressione: non si danno fastidio, anzi sono sovrapponibili».

 

Le evoluzioni tecnologiche hanno condotto anche ad un cambiamento nella tipologia dei programmi radio: «Sapere che quel che stai dicendo in diretta resterà, potrà essere riascoltato a piacere, archiviato, potrà rimbalzare sui social network, condiziona il tuo modo di fare le trasmissioni» spiega Filippo Solibello, conduttore della trasmissione radio Caterpillar.

La sua forza è la possibilità di essere ascoltata ovunque: in macchina, dal computer, nei taxi, nei negozi, nelle stazioni e al supermercato senza che questo comporti alcuno sforzo da parte dell’ascoltatore.

 

Non più quindi una vecchia radio dal sapore retrò, ma un nuovo e potente strumento di comunicazione in grado di battere tutti i “giovani” concorrenti, telefonini compresi.

 

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